Concludo con questo:
NB: rimane limposta di bollo del 2×1000 sul valore delle cripto-attività. e qui mi sa che
si sono giocati un sacco di eventuali dichiarazioni volontarie 
a cominciare dalla mia... ho tutto il tempo per preparare le valigie

Non appena ho letto quella parte dell'articolo il mio primo pensiero è stato questo:

Fino ad ora la soglia per stabilire se dovevi pagare le tasse o no sulle plusvalenze era calcolata sul capitale posseduto
Se uno aveva più di 51k in crypto doveva pagare le tasse su qualsiasi plusvalenza realizzata, fosse stata anche di 0.5 centesimi.
Viceversa, chi aveva meno di quella somma, poteva anche realizzare una plusvalenza del +10000% e quest'ultima era esentasse.
Adesso invece la soglia si calcola sul totale delle plusvalenze realizzate nel corso dell'anno, indipendentemente dall'ammontare di crypto possedute.
Se si realizzano plusvalenze per >2k le operazioni diventano fiscalmente rilevanti altrimenti no.
Con l'aggiunta che le plusvalenze sono tali solo in caso di conversione in fiat.
Da notare che con plusvalenza però si intende qualsiasi "scarico" in valuta fiat: ad esempio se compro una gift card su Bitrefill e i btc che uso si sono rivalutati nei confronti dell'euro nel frattempo, quella è una potenziale plusvalenza. Lo stesso con i proventi dallo staking.
Grazie mille per la spiegazione dettagliata, Plutosky

Non ricordavo più il discorso dei 51k euro. È poca roba 2k euro però almeno risparmia eventuali seccature per le piccole spese che magari uno fa quasi senza rendersene conto.